Palazzi di L'Aquila - Bed & Breakfast CAMERE AURORA

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guida turistica
Palazzi DI L’Aquila
 
Casa di BUCCIO DI RANALLO - L'Aquila
Una bella costruzione trecentesca, espressiva nella facciata con bifore e archi ogivali, prende il nome  dal famoso scrittore che , dopo aver composto un poema dialettale in versi sulla storia dell' Aquila dal 1252 al 1362, proprio qui si spegneva l' anno successivo (1363).

Attualmente la casa ospita una galleria d' arte privata. Sul fianco destro della casa, il Chiassetto del Campanaro: piccolo, delizioso angolo, movimentato dagli zoccoli della poderosa torre, poi mozzata, dove abitava appunto il "campanaro" dell' attigua Chiesa di Santa Maria  Paganica.  

Ex Palazzo ALFERI - L'Aquila
Su via Fortebraccio, in origine il corso de L' Aquila, in elegante aspetto si mostra l' ex Palazzo Alferi ( metà sec. XV) oggi istituto di Santa Maria Degli Angeli o delle Micarelli, dal nome della fondatrice dell' ordine monastico femminile che vi risiede. Dalle nobili forme gotico - rinascimentali, conserva ancora integri il portale durazzesco, ai cui lati si erge l' insegna gentilizia degli Alferi, e al primo piano una delle tre finestre  gotiche ad ogiva.
All' interno una loggia ricca di modanature, un interessante chiostro, resti delle anche sale con soffitti in legno decorato e una piccola cappella ad una sola nave, l' unica , nella città ad aver mantenuto i caratteri peculiari della primitiva chiesetta gentilizia.

Palazzetto DEI NOBILI e palazzetto CAMPONESCHI - L'Aquila
Il Palazzetto dei Nobili è animato simmetricamente da nicchie, finestre e dalle sottostanti duplici arcate che, inferriate, si alternano a finestrelle ovali. All' interno, con pregevole coro in legno, si accede attraverso il portale rinascimentale, in data 1604, aperto lateralmente sulla via che prende il nome da Palazzetto Camponeschi: questo edificio che, nel sobrio e severo aspetto, presenta sullo spigolo ad angolo con via Burri un arioso e antico bassorilievo in pietra, punto topografico corrispondente al centro della città dentro le mura, fa corpo con il campanile della Chiesa del Gesù dei Padri Gesuiti.

Palazzo DRAGONETTI DE TORRES - L'Aquila
Percorrendo Via Roio, si fiancheggia Palazzo Antonelli-De Torres-Dragonetti, grandioso esempio di palazzo nobiliare. La compatta linearità dell'edificio è interrotta dal motivo dei tre portali di accesso, unico nella città, giustificato dall'insolita lunghezza della facciata.
I primi proprietari del palazzo furono gli "Antonelli", in seguito donato ai "De Torres" e quindi  ai "Dragonetti" con la clausola di aggiungere al cognome "Dragonetti" il cognome "De Torres".

Oggetto di numerosi interventi, effettuati in varie epoche, arriva ai giorni nostri e viene acquisito dalla Regione Abruzzo che interviene sullo stesso con lavori di restauro e riutilizzo approvati dalla S.B.A.A.A.S., effettuati dal 1981 al 1987.

Sono state realizzate opere di consolidamento della struttura, il rifacimento delle coperture ed opere funzionali ed impiantistiche per la nuova destinazione ad uffici.
I lavori più consistenti di restauro hanno riguardato, invece, la parte più antica del fabbricato che si affaccia su Via Monteluco, dove era situato l'antico ingresso degli "Antonelli".

Palazzo municipale - L'Aquila
La prima edificazione di quello che fu pure all'origine il Palazzo civico , sede del "Capitano di Giustizia", risale intorno al 1294, quando cioè gli avvenimenti e le esigenze ne imponevano l' esistenza; denominato anche "palazzo Margherita d' Austria", esso, perché fosse adibito come dimora della figlia di Carlo V, nel 1573 fu ristrutturato "in toto".
L' unico resto della primitiva costruzione è la Torre che, nel 1310, era alta più di "20 canne" (circa 52 metri); dieci anni dopo, munita di una campana di quasi sette tonnellate, vegliava, per un raggio di "18 miglia", sulle 99 torri circostanti. Il limpido rintocco, scandendo la vita cittadina dall' alba al tramonto, imponeva, un' ora dopo il vespro, di chiudere le quattro porte delle mura di cinta e, a chi si fosse trovato in giro per la città dopo quell' ora, di munirsi di fiaccola.
Col compito di chiamare anche il popolo "a parlamento e a difesa", non passò molto tempo che divenne un indispensabile attributo cittadino: dotato di un particolare orologio che si collega alla campana, ancora oggi, suona le ore ad ogni quarto, e ogni sera, a rievocare la fondazione, diffonde lentamente  i 99 rintocchi.

Palazzo PICA-ALFIERI - L'Aquila
Opera di Francesco Fontana il Palazzo Pica Alfieri, ricco di saloni perfettamente conservati (sec. XVIII), con specchiere e poltroncine dorate in oro zecchino, è di architettura barocca tipicamente aquilana.
Alta la loggia, ampio il cortile con i suoi disimpegni, ripete nel prospetto anteriore, monumentale per le finestre articolate da elaborati decori e per il sontuoso portale e antiportale sormontato da un maestoso balcone, lo schema settecentesco. 
 
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