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RISERVE NATURALI – NAZIONALI E REGIONALI

Le riserve naturali, come i numerosi parchi, ospitano moltissimi animali come il camoscio d’Abruzzo, l’Orso Bruno marsicano simbolo del  parco Nazionale D’Abruzzo, cervi, diverse varietà di volatili ed altri animali presenti nei parchi che si possono avvistare durante le escursioni naturalistiche.
Le riserve regionali istituite dalla Regione Abruzzo sono gestite dai Comuni che, in piu’ casi, si avvalgono di Comitati di Gestione allargati ad altri enti e associazioni. Alcune di queste riserve, avendo reintrodotto nel loro territorio animali ormai scomparsi e salvaguardato le specie esistenti, si configurano come veri e propri laboratori viventi poiche’ offrono numerose possibilita’ di ricerche sul campo non solo agli addetti  ai lavori ma, soprattutto, agli studenti di ogni ordine e grado.

Nelle aree del Bosco di Don Venanzio e della Lecceta di Torino di Sangro, istituite con Legge Regionale n. 45 dell'11 settembre 1979, sono vietati l'abbattimento di ogni specie di pianta e la raccolta o l'estirpazione della flora minore, nonche’ l'apertura di strade carrabili e l'utilizzo del territorio per qualsiasi costruzione edilizia poiche’ sono state riconosciute biotopi di particolare interesse vegetazionale.

Le Riserve statali abruzzesi, 13 per un totale di 19.421,7 ettari, sono sorte su terreni demaniali e gestite dal Corpo Forestale dello Stato attraverso le ex Aziende di Stato per le Foreste Demaniali.
 Il Parco Territoriale Attrezzato, come definito nell’art. 10 della Legge Regionale 61/80, e’ un territorio con notevoli caratteristiche naturali ed ambientali, atto a soddisfare le esigenze per l'impiego sociale del tempo libero nel rispetto del patrimonio naturalistico In Abruzzo ne sono stati istituiti sei: tre in provincia di Pescara e uno per ogni altra provincia (L'Aquila, Chieti, Teramo).
Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema delle oasi del WWF ha finalità didattiche e di conservazione della fauna.
Oggi in Abruzzo sono in funzione 6 aree di questo tipo. Le oasi del Lago di Penne, del Lago di Serranella e della Majella Orientale coincidono però con le omonime riserve naturali regionali.

VERDE E NATURA
Le montagne d'Abruzzo sono formate in buona parte da calcare. Culminano nei 2912 metri del Gran Sasso, ai piedi del quale si cela il piccolo ghiacciaio del Calderone, il più meridionale in Europa e l’unico dell'Appennino. Grande importanza hanno anche i massicci della Majella (2795 metri), del Velino (2486 metri) e del Sirente (2358 metri) e dei monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, che hanno la loro vetta più elevata nel monte Marsicano (2253 metri). Sul confine con il Lazio, spicca la catena dei Simbruini-Ernici, la cui massima elevazione è il monte Viglio (2156 metri). Pareti rocciose compaiono sul Gran Sasso, sulla Majella, sul Velino e sul Sirente. Tipici della regione sono gli altopiani, gli inghiottitoi e i canyon.

Da non perdere le cascate di Zompo lo Schioppo, della Sfischia e del Verde, i laghi di Campotosto, di Barrea e di Scanno e le grotte del Cavallone, Beatrice Cenci e di Stiffe. Sola eccezione geologica nel regno del calcare sono i Monti della Laga, costituiti da marne e arenarie, in cui svetta il monte Gorzano (2458 metri), ai quali si affiancano i massicci calcarei della Montagna dei Fiori e della Montagna di Campli. Al confine con il Molise si alzano i Monti Pizi e i Monti dei Frentani. Scandite dai fiumi (tra questi il Tronto, il Tordino, il Vomano, il Tavo-Saline, l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno), le colline abruzzesi sono in buona parte coltivate. Sorgenti, boschi e torrenti offrono però delle parentesi di natura intatta, cui si affiancano i calanchi di Atri e dell'Alento.

Di grande valore naturalistico sono i laghi di Serranella e di Penne, dove sostano molte specie rare di uccelli. Anche il litorale merita una visita da parte degli appassionati della natura. In gran parte sabbiosa, la costa si alza tra Ortona e Vasto nei promontori di Punta del Cavalluccio e Punta d'Erce. Oasi verdi sono offerte dalle pinete di Santa Filomena e Pineto e dalla lecceta di Torino di Sangro.

Orsi e camosci, pareti di roccia e foreste, dolci paesaggi collinari e magnifiche spiagge sabbiose. Tra le alte vette del Gran Sasso,  della Majella e del Velino e la linea dorata della costa, la natura dell'Abruzzo forma un quadro di grande varietà e suggestione che e' possibile apprezzare in ogni momento dell'anno. Grazie ai parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d'Abruzzo, al Parco Regionale Sirente - Velino, a una fitta rete di riserve naturali regionali e statali e di oasi gestite dalle associazioni ambientaliste, la natura dell'Abruzzo e' oggi adeguatamente salvaguardata, e può essere facilmente visitata da parte dei singoli appassionati come dei gruppi organizzati.

Il signore assoluto e' il faggio. Dal bosco di Sant'Antonio al Gran Sasso, e dalla val Fondillo al Sirente, le faggete caratterizzano il paesaggio vegetale dell'Abruzzo, occupando quasi ovunque la fascia tra i mille metri e il limite superiore della vegetazione arborea. L'abete bianco, perseguitato da secoli di tagli, e' ancora presente sulla Laga, a Rosello e in val Fondillo.

Nel vallone di Santo Spirito (Majella) e sul monte Godi (Parco Nazionale d'Abruzzo) cresce una sottospecie endemica di pino nero, mentre abbondano ovunque i rimboschimenti a pino nero d'Austria. Sotto ai mille metri di quota, la montagna abruzzese e' rivestita da boschi di cerro, carpino nero, nocciolo, acero campestre, acero minore, ciliegio e altre specie. Nelle zone piu' assolate fanno la loro apparizione specie tipiche della macchia mediterranea come il leccio, la roverella e il corbezzolo. Il castagno cresce in val Roveto e sulla Laga.

I crinali della Camosciara e della Majella sono ricoperti da una fitta macchia di pino mugo, cui si affiancano uva ursina, ginepro nano e mirtillo nero. Qua e la', le betulle testimoniano di epoche piu' fredde dell'attuale. Tra la primavera e l'estate, in montagna fioriscono genziane, orchidee selvatiche, peonie, ciclamini, ranuncoli e viole.
Tra le specie piu' rare sono il giglio rosso, il giglio martagone, l'aquilegia, la scarpetta di Venere e l'iris marsica. Ancora piu' su crescono la stella alpina appenninica (concentrata sulla Majella e sul Gran Sasso) i Sempervivum, il genepi' dell'Appennino, l'adonide curvata, la sesleria, la centaurea, la soldanella, l'anemone dell'Appennino, il papavero alpino e il salice erbaceo.

L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso. e' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso).

Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il capriolo. Tra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni.

L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la sterna comune e la berta maggiore.

Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.
 
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